Patch Tuesday Microsoft – Dicembre 2025: 57 vulnerabilità corrette e tre zero-day da risolvere subito

Con l’aggiornamento rilasciato il 9 dicembre 2025, Microsoft ha risolto complessivamente 57 vulnerabilità nel suo ecosistema software, di cui 3 sono classificate come zero-day (una già attivamente sfruttata).

Le patch riguardano Windows, componenti di sistema, strumenti come PowerShell, e anche software “satellite” come il plugin GitHub Copilot for JetBrains.

Secondo un’analisi di settore, il dicembre 2025 segna l’anno con oltre 1.100 CVE corrette nel corso dell’anno — una cifra che rende il 2025 il secondo anno con più vulnerabilità sistemate per Microsoft, dopo il 2020.

Breakdown delle vulnerabilità corrette

Ecco la suddivisione per tipo di vulnerabilità, secondo le fonti di sicurezza:

Tipo di vulnerabilitàQuantità
Elevazione di privilegi (Elevation of Privilege)28
Esecuzione di codice remoto (Remote Code Execution, RCE)19
Information Disclosure4
Denial of Service (DoS)3
Spoofing / Spoofing relazioni / input manipolati2

(Il conteggio non include le patch per Microsoft Edge o altri rilasci separati rilasciati nello stesso mese.)

Le tre zero-day e alcune CVE critiche

Tra le vulnerabilità risolte spiccano tre zero-day, con diversi gradi di pericolosità.

  • CVE-2025-62221 — vulnerabilità di tipo Elevation of Privilege nel driver “Windows Cloud Files Mini Filter Driver”. Si tratta di un use-after-free che consente a un attaccante locale di ottenere privilegi SYSTEM. Microsoft indica che questa falla era già sfruttata in ambiente reale (exploited in the wild).
  • CVE-2025-64671 — vulnerabilità di Remote Code Execution nel plugin GitHub Copilot per JetBrains: un difetto di “command injection” che potrebbe permettere a un attaccante di eseguire comandi locali in un ambiente compromesso.
  • CVE-2025-54100 — vulnerabilità in PowerShell legata all’uso di Invoke-WebRequest: sotto certe condizioni — quando uno script web scaricato contiene codice malevolo — è possibile che venga eseguito localmente.

Oltre a queste, la patch include diverse decine di altre CVE che riguardano componenti molto sensibili del sistema operativo (file system, driver, moduli kernel, componenti di rete e shell, filesystem resiliente, servizi cloud, ecc.).

Un esempio: la vulnerabilità CVE-2025-62456, che interessa il filesystem resiliente (Resilient File System, ReFS), viene segnalata come possibile RCE in un contesto di rete.

Un altro esempio è CVE-2025-62569, un bug di escalation di privilegi in Microsoft Brokering File System, che rientra nelle patch importanti del mese

Gravità e probabilità di sfruttamento

  • Secondo l’analisi del team di sicurezza di CrowdStrike, le patch relative a privilege escalation (49%) e RCE (34%) rappresentano le aree di maggiore criticità per dicembre 2025.
  • La vulnerabilità CVE-2025-62221 è già confermata come sfruttata attivamente: questo rende prioritario l’applicazione della patch anche su sistemi che non effettuano attività “rischiose”.
  • Anche le zero-day “solo divulgate pubblicamente” (come CVE-2025-64671 e CVE-2025-54100) meritano attenzione immediata: una volta resa nota la vulnerabilità, è solo questione di tempo prima che exploit pubblici o automatici vengano realizzati.

A chi interessa davvero questa patch

  • Utenti Windows 10 / Windows 11 / Windows Server: chiunque utilizzi sistemi aggiornati deve installare l’update al più presto per evitare exploit locali e aumenti di privilegi per malware o attaccanti.
  • Aziende e amministratori di sistemi: server, workstation, ambienti con script automatizzati (PowerShell), servizi di condivisione file/Cloud, virtualizzazione, etc. — tutte aree potenzialmente vulnerabili.
  • Sviluppatori o ambienti che usano strumenti come GitHub Copilot for JetBrains: la patch per CVE-2025-64671 è particolarmente rilevante se in uso questi strumenti.
  • Chiunque gestisca ambienti complessi, reti, file server o gruppi di lavoro: molte vulnerabilità riguardano driver, filesystem, shell e componenti fondamentali di sistema, quindi l’aggiornamento è fondamentale per mantenere l’infrastruttura sicura.

Consigli operativi

  • Aggiorna subito via Windows Update su tutti i dispositivi compatibili.
  • Se gestisci server o infrastrutture aziendali, pianifica una finestra di manutenzione per installazione + riavvio — in modo da ridurre rischi e downtime.
  • Controlla che PowerShell, driver di file-system, componenti di rete e strumenti di automazione ricevano le patch: sono tra gli elementi più esposti a RCE o escalation.
  • In ambienti con più utenti / privilegi diversificati: verifica i permessi, perché alcune vulnerabilità sono legate all’elevazione di privilegi da utenti locali “standard” a SYSTEM o equivalenti.
  • Mantieni aggiornati anche strumenti “satellite” (plugin, IDE, componenti aggiuntivi) che sono stati corretti — a volte le patch più critiche non riguardano solo il kernel, ma anche ambienti di sviluppo e tool di automazione.

Il Patch Tuesday di dicembre 2025 è stato tra i più rilevanti dell’anno: con 57 vulnerabilità corrette, 3 zero-day (di cui uno già sfruttato), e numerose falle ad alto rischio (RCE, escalation privilegi, filesystem, PowerShell…).

Per utenti e organizzazioni, applicare l’update è oggi una priorità: la finestra tra pubblicazione e possibile diffusione di exploit è spesso breve. Aggiornare velocemente significa ridurre sensibilmente il rischio di attacchi riusciti, perdita di dati o compromissioni estese.

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