Equazioni della fisica – Pillola n. 3 – Le equazioni del moto

Quando lasci cadere un oggetto, lanci una palla o osservi un’auto che accelera, stai assistendo a fenomeni che la fisica descrive con grande precisione. Alla base di questi movimenti ci sono le equazioni del moto, formule che permettono di sapere in anticipo dove si troverà un corpo, con quale velocità e dopo quanto tempo. Non serve essere scienziati della NASA per usarle: con un po’ di intuizione, sono strumenti che tutti possono comprendere.
Le condizioni di validità
Le equazioni del moto che vedremo funzionano quando l’accelerazione è costante. Questo vale in moltissimi casi: un corpo in caduta libera vicino alla superficie terrestre (dove l’accelerazione è g=9,8 m/s²), un’auto che accelera con regolarità, o un razzo in spinta continua.
1. La velocità nel tempo
Formula: v=v_0+at
La velocità finale (v, in metri al secondo – m/s) dipende dalla velocità iniziale (v_0), dall’accelerazione (a, in m/s^2) e dal tempo (t, in secondi – s).
👉 Esempio: se un’auto parte da ferma e accelera a 2 m/s^2, dopo 5 secondi avrà: v=0+2⋅5=10 m/s …cioè circa 36 km/h.
2. La posizione nel tempo
Formula: s = s_0 + v_0 t + \frac{1}{2}at^2
Qui possiamo calcolare dove si trova un corpo (s, in metri – m) dopo un certo tempo, conoscendo la posizione di partenza (s_0), la velocità iniziale e l’accelerazione.
👉 Esempio: una pietra lasciata cadere da un balcone parte con v_0=0. Dopo 3 secondi, avrà percorso: s=0+0+\frac{1}{2}⋅9,8⋅3^2\approx44 m …quindi cadrà da un edificio di circa 15 piani!
3. Legame tra velocità e spazio percorso
Formula: v^2=v_0^2+2a(s−s_0)
Questa equazione è utile quando non conosciamo il tempo. Collega direttamente la velocità finale allo spazio percorso.
👉 Esempio: un’auto frena con accelerazione costante di −5m/s^2 e si ferma dopo 100 m. Possiamo ricavare la velocità iniziale: 0=v_0^2+2(−5)(100) -> v_0=1000\approx31,6m/s …circa 114 km/h.
Perché sono così importanti?
Queste tre formule sono le fondamenta della meccanica classica. Con esse possiamo descrivere il volo di un proiettile, prevedere l’atterraggio di un razzo, calcolare la distanza di arresto di un’auto o la caduta di un meteorite. Sono un esempio perfetto del potere predittivo della fisica: con poche grandezze (tempo, velocità, spazio, accelerazione) possiamo anticipare il futuro movimento di qualsiasi oggetto.
Con queste tre equazioni possiamo prevedere il futuro… almeno quello dei corpi in movimento. Il resto, purtroppo, rimane nelle mani del caso e della complessità dell’universo.